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lunedì 6 settembre 2010
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"Il patto scellerato di Casini e l'ultima occasione pugliese" di Tommaso Francavilla (26/01/10)
Qualcuno ci dovrà spiegare perché l’UDC che si allea in Piemonte con l’anti-clericale viscerale Mercedes Bresso e nel Lazio con la post-fascista Renata Polverini non possa allearsi in Puglia con il cattolico-liberale Rocco Palese, dalla coerente storia democristiana e centrista e dalle comprovate capacità di governo, preferendogli la corsa solitaria e perdente di un’altra, pur accattivante e qualificatissima, post-fascista.
E se il leghista Cota e la radicale Bonino (peraltro quest’ultima identica alla Bresso) sono incompatibili con la politica e la cultura democristiana, ci si dovrebbe spiegare perché invece si vuole sotterraneamente soccorrere il comunista Vendola, con il quale pure ci si era rifiutati di allearsi fino a costringere i poveri D’Alema e Boccia a rimediare la nota figuraccia.
E se tale scelta fosse in funzione di un’alleanza con D’Alema che non si vuol comunque, a dispetto di ogni evidenza, rinnegare, si rifletta sul fatto che un’eventuale rielezione di Vendola costituirebbe per il povero “lider Massimo” una seconda e definitiva sconfitta, privandolo non soltanto di una leadership pugliese ormai sepolta sotto le macerie delle Primarie, ma anche del progetto politico nazionale da lui perseguito, che il trionfo del progetto contrario, che oggi il mitico Nichi impersona anche a livello nazionale, dissolverebbe per sempre con conseguenze mortali anche per le sussurrate ambizioni del fascinoso Pierferdinando.
Sempre quel qualcuno, avendo letto qualche mio precedente intervento, potrebbe obiettarmi che anch’io avrei optato per la candidatura di Adriana Poli Bortone. Ma, “in primis”, io sono da sempre più “a destra” dei democristiani, e poi la mia opzione era determinata dalla certezza che PDL più Donna Adriana (con o senza l’UDC) rappresentino la formula migliore per battere Vendola, ossia per evitare ai Pugliesi la iattura di un nuovo rovinoso quinquennio vendoliano, che ci farebbe definitivamente sprofondare verso i lidi del Terzo Mondo, lungo una deriva già imboccata dalla Campania bassoliniana, partita anch’essa da una grande ubriacatura collettiva per poi ritrovarsi in un disastroso risveglio. Tutt’altra cosa sarebbe invece l’impiego dell’innegabile carisma della Poli non già per eleggerla Governatrice battendo Vendola, ma al contrario per vendicarsi dell’opposizione a Vendola aiutando di fatto quest’ultimo a salvarsi, pur continuando a rappresentare una netta minoranza del Popolo pugliese, che ha votato a destra anche quando si crede che abbia votato a sinistra, come nel 2005 quando furono le dissociazioni di Rotondi e della Mussolini ed il voto disgiunto a fare di Vendola l’unico Governatore di minoranza d’Italia, o nel 2006 quando Berlusconi in Puglia battè Prodi sia alla Camera che al Senato.
Di fronte a quest’operazione che, comunque motivata, costituisce un grave attentato nei confronti dei veri interessi della Puglia e di qualsiasi progetto politico che non sia di estrema sinistra, compresi quelli dell’on. Casini, il popolo moderato di Puglia può e deve rivolgere un appello accorato sia all’UDC che ad Adriana Poli Bortone.
Rocco Palese è un moderato, un galantuomo, un amministratore di prim’ordine, affidabile sia per il Centro che per la Destra. Il metodo-Polverini, e cioè un’alleanza diretta con il candidato-Presidente, potrebbe essere la strada.
Tommaso Francavilla
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