|
|
"Il piede in due staffe" di Angelo Panebianco (Corriere della Sera, 30/12/09)
|
Una delle ragioni per le quali non conviene prendere troppo sul serio l'attuale revival di discussioni sulle «riforme costituzionali» è che le trattative sulle riforme sono come i negoziati internazionali: non portano a nulla se l'uno o l'altro (sia esso un partito politico o uno Stato) dei supposti protagonisti della trattativa è debole e diviso al suo interno, il che lo rende un negoziatore poco efficace e poco affidabile. Questa è la situazione in cui versa oggi il Partito democratico. La conclusione del congresso di quel partito, come era forse prevedibile, non lo ha ricompattato e stabilizzato. Nonostante gli sforzi di Bersani, si fatica a intravedere una linea chiara. Se Bersani dice una cosa qualsiasi, gli esponenti della minoranza lo rimbeccano immediatamente sui giornali. A volte, dicono cose opposte a quelle che sostiene il segretario persino certi esponenti della stessa maggioranza (caso Rosy Bindi). Il Partito democratico è preda di una specie di «congresso permanente» che alcuni, o molti, confondono con la democrazia. I partiti di governo, tenuti insieme dai dividendi del potere, possono permettersi un simile coro di voci discordanti (talvolta, ne sono persino avvantaggiati). I partiti di opposizione non possono. Le difficoltà della leadership sono ben rispecchiate nel modo in cui il Pd si avvia verso le elezioni regionali. In Lazio non ha ancora trovato un candidato da opporre a una sfidante fortissima come Renata Polverini, in Puglia la questione Niki Vendola ne sta da tempo dilaniando le carni. La Campania è già praticamente persa. Piemonte e Liguria, se i sondaggi sono attendibili, sono in bilico. Il Pd rischia assai grosso. Un quasi-cappotto alle regionali suonerebbe come una campana a morto. È tradizione, in Italia, che l'opposizione ottenga lusinghieri successi alle elezioni regionali. Una sconfitta del Pd testimonierebbe, a un tempo, della buona salute di cui continuano a godere i partiti di governo e della malattia che attanaglia il maggior partito di opposizione.
La malattia si chiama crisi di identità e le incertezze del partito sulla questione delle alleanze ne sono la spia. L'amletico dubbio è: rompere con Antonio Di Pietro e allearsi con l'Udc (peraltro determinante in molte regioni) adottando con decisione quello stile di opposizione pacata e responsabile che è nelle corde di Bersani o perseverare in un’alleanza che spaventa e allontana i moderati?
La minoranza del partito vuole che con Di Pietro non si rompa. Alcuni esponenti vicini a Massimo D'Alema vorrebbero il contrario. Sapendo peraltro che mettere fine all'alleanza con Di Pietro significherebbe attirarsi gli strali, e le consuete accuse di tradimento, di quei mezzi di informazione che campano sull’antiberlusconismo radicale. Come sempre, quando un partito è tirato per la giacca in direzioni opposte, a prevalere, almeno temporaneamente, è il «centro», in questo caso rappresentato da coloro che ritengono conveniente tenere il piede in due staffe: corteggiare l'Udc e non spezzare il rapporto con Di Pietro. Ma in politica quelli che tengono il piede in due staffe rischiano molto: rischiano di essere considerati da chi li osserva «né carne né pesce». È la condizione peggiore che si possa immaginare quando si tratta di andare a chiedere ai cittadini consensi e voti.
Angelo Panebianco
|
ARCHIVIO
- "Così è affondato il sedicente capo" di Marcello Veneziani (Il Giornale, 07/09/10) 
- "La memoria degli elettori : TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE" (Corriere della sera, 13/08/10) 
- "Quando il partito si rivela un vero affare" di Vittorio Sgarbi Il Giornale, 09/08/10) 
- "I golpisti mancati di un governissimo che non si farà mai" di Marcello Veneziani (Il Giornale,09/07/10) 
- "DIVIETI E NUOVI CONFORMISMI Le libertà sono scomode" di Piero Ostellino (Corriere della Sera, 29/06/10) 
- "Meno stato più società" di Piero Ostellino (Corriere della sera, 30/05/10) 
- "Annozero, Santoro contro tutti. Il monologo di Masaniello" di Aldo Grasso (Il corriere della Sera, 21/05/10) 
- "STRATEGIA ED ERRORI DI UN LEADER DELLA DESTRA" di Ernesto Galli Della Loggia (Corriere della Sera, 16/04/10) 
- "LA DURA REALTA’ DEL BIPOLARISMO.L'illusione dei centristi." di Piero Ostellino (Corriere dell Sera, 01/04/10) 
- "Una democrazia un po' malata" di Piero Ostellino (23/03/10) 
- " IL PD E L’IPOTECA DI PIETRO : Un partito prigioniero" di Angelo Panebianco (corsera) 
- "Pasticcio (parte seconda)" di Massimo Franco (Corriere della Sera, 09/03/10) 
- "Il buon senso dello Stato.L'equilibrio tra politica e giustizia" di Piero Ostellino (corriere della Sera, 01/03/10) 
- "La sinistra chic che lo lincia per il maglione poco chic" di Vittorio Sgarbi 8Il Giornale, 19/02/10) 
- "Puglia : un eccesso di sicurezza" di Pierluigi Battista (27/01/10) 
- "Il piede in due staffe" di Angelo Panebianco (Corriere della Sera, 30/12/09) 
- "Politica timida e poteri forti" di Piero Ostellino (Corriere della sera 30/11/09) 
- " PICCOLE IMPRESE E PROFESSIONISTI . Le buone ragioni degli indipendenti" di Ferruccio De Bortoli (il Corriere della Sera) 
- "CATEGORIE DI UNA (BRUTTA) STAGIONE : L’estremista, il fazioso e il pluralista " di Angelo Panebianco (Corriere della Sera, 19/10/09) 
- "Il fenomeno Zalone: quando la volgarità diventa arte sofisticata " 
- "In scena il venditore di libertà" di Aldo Grasso (Corriere della Sera, 25/09/09) 
- "La libertà di stampa che piace a D'Alema è quella di Pol Pot " di Giampaolo Pansa (Libero, 15/09/09) 
- "IL PROFILO POLITICO DEL PD. Un'offerta inesistente." (Il corriere della Sera, 10/09/09) 
- "Tutti quelli che urlano al "regime" ma sono stipendiati dal Cavaliere" di Angelo Crespi (Il Giornale, 05/09/09) 
- "Per riuscire a far le riforme, la politica deve battere le lobby" di Geronimo (Il Giornale? 
- "Inglesi, vi stanno disinformando" di Antonino Zichichi (Il Giornale, 29/07/09) 
- "La questione sudnordista" di Geronimo (Il Giornale) 
- "Io uomo del Sud dico: chi va via è un vigliacco" di Angelo Mellone (il Giornale) 
- "L'Università delle ipocrisie" di Francesco Giavazzi (Il Corriere della sera) 
- "Toh, sulla "libera stampa" è sparita l’inchiesta di Bari" di Peppino Caldarola (Il giornale,05/07/09) 
- "La politica vicina ai cittadini Il localismo che porta voti " di Francesco Alberoni (Corriere della Sera) 
- "Il contrordine compagni di Dario" di Peppino Caldarola (Il Giornale, 26/06/09) 
- "Il Cavaliere spiegato agli stranieri" di Giuliano Ferrara (Il Giornale) 
- «In Aula c' è di tutto ma si accaniscono sul premier» di Mara Carfagna (Corsera) 
- "Il Pd di Franceschini è a rischio estinzione" di Peppino Caldarola (Il Giornale) 
- "IL PROCESSO DEL GIOVEDÌ" di Mario Giordano (08/05/09) 
- " FIAT-CHRYSLER . Scommessa sul futuro " di Massimo Gaggi (Corriere della Sera, 02/05/09) 
- "IL PREMIER FORTE E I SUOI CONTRAPPESI " di Angelo Panebianco (Corsera) 
- "Finto referendum" di Antonio Polito (Il Riformista) 
- "GIÙ LE MANI DAL GIORNALE" di Mario Cervi (Il Giornale) 
- "L'anno veloce della politica" di Segio Romano (Corriere della Sera) 
- "Finalmente orgogliosi dello Stato dopo tante tragedie gestite male" di Peppino Caldarola (Il Giornale) 
- "LA PAURA E IL MISTERO" di Geminello Alvi (Il Giornale) 
- "Come si sta a dar ragione a Fini" di Piero Sansonetti (il Riformista) 
- "Si chiama politica la ricetta contro la rabbia" di GERONIMO (Il Giornale, 03/04/09) 
- "Ai miei compagni dico: basta antiberlusconismo" di Peppino Caldarola (Il Giornale, 29/03/09) 
- "IL BENE PREZIOSO DELL’UNITÀ" di Max Gallo (Il Giornale, 27/03/09) 
- "LA FABBRICA DELLA PAURA" di Vittorio Macioce (Il Giornale) 
- "Di Pietro assolve De Magistris, un seggio al giudice inquisito" di Filippo Facci (Il Giornale) 
- "Annozero getta la maschera. È diventata la tv di Tonino" di Peppino Caldarola (Il Giornale,  
| Avanti > |
|
|
|
|