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lunedì 6 settembre 2010
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La nostra ultima Rassegna Stampa:
"La memoria degli elettori : TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE" (Corriere della sera, 13/08/10)

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"Chi minaccia la democrazia?" di Tommaso Francavilla (127/12/09)
Da dove venga la sola, vera minaccia alla democrazia in Italia, ce l’ha dimostrato il volto insanguinato del Premier prescelto dagli italiani, aggredito al termine di una libera manifestazione nel corso della quale non erano mancate le avvisaglie della violenza ad opera di un gruppo di estremisti. La precedente prova l’avevamo avuta il giorno prima, sempre a Milano e ad opera degli stessi soggetti, con l’indegna gazzarra in occasione del quarantennale della strage di Piazza Fontana, in cui non erano stati risparmiati nemmeno i rappresentanti delle famiglie delle vittime. L’annuncio ce l’aveva dato invece il cosiddetto “onorevole” Di Pietro, che qualche giorno prima aveva preventivamente giustificato, dopo averlo continuamente alimentato, un inasprimento violento della lotta politica, e che si è inqualificabilmente affrettato, quasi in tempo reale, a dare la colpa dell’aggressione (ed a chi se no?) allo stesso Berlusconi. E non sono estranee a questo clima inquietante le tonnellate di odio e di fango che vengono quotidianamente profuse da un mondo dell’informazione, con in testa il cosiddetto “servizio pubblico”, infestato da un anti-berlusconismo senza limiti e senza pudore di cui abbiamo avuto negli ultimi giorni una incalzante e vergognosa recrudescenza, tra squallide esibizioni tribunalizie che hanno attestato una volta per tutte a quale livello di infamia è disposta ad abbassarsi certa Magistratura politicizzata; manifestazioni di fanatismo organizzato come quella del cosiddetto “no-B day”, ed i plotoni di esecuzione televisivi all’insegna della mistificazione sistematica, che nelle ultime puntate di “Annozero” hanno superato ogni decenza, ma che imperversano ad ogni ora, dagli schermi, più o meno comici, di RAI-TRE. Né hanno aiutato appelli melo-drammatici alla mobilitazione tardo-ciellenistica, che hanno di fatto avvalorato la fragorosa balla di un’inesistente deriva autoritaria in Italia ad opera di Berlusconi, quando al contrario siamo in presenza di un palese tentativo di espropriare la sovranità popolare delegittimandone in tutti i modi il legittimo rappresentante.
Sentito Di Pietro, Casini, e magari anche Fini (sui comunisti, post o doc che siano, cresciuti e pasciuti nel brodo di coltura dell’odio, non mi illudo), hanno un’ottima occasione per chiarire che con certe bestie non hanno alleanze da siglare.
E non mi sono piaciute nemmeno le dichiarazioni del Capo dello Stato, che ha colto l’occasione per riprendere la solita solfa sul dialogo istituzionale che, dopo lo scontro degli ultimi giorni, somiglia tanto ad una sorta di vaga incolpazione di Berlusconi.
Né cambia nulla se ad aggredire Berlusconi è stato un folle, vittima evidentemente anch’egli del clima di cui sopra ( ed infatti già ci sono molti gruppo su Facebook che solidarizzano con l’aggressore), mentre non ci rassicura affatto che ad interrogarlo sia uno dei protagonisti più noti dell’ala anti-berlusconia della nota Procura di Milano quale il PM Spataro. Non mi meraviglierei che ne venisse fuori che ad organizzare la sua aggressione sta stato lo stesso Berlusconi, che- dall’assassinio di Abele in poi- è notoriamente corresponsabile, se non mandante, di tutti i crimini della storia.
Quel che è certo è che arrivato il momento anche per la vera maggioranza degli Italiani di scendere in piazza, smettendo finalmente di porgere l’altra guancia.
Ed intanto di accogliere in massa l’appello che è costato ad un grandissimo Italiano un prezzo di sangue: iscriversi al PDL.
Tommaso Francavilla
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