Da simpatizzante di Forza Italia prima, e poi del Pdl, mi sono sempre chiesta il perché di tanto odio da parte di gente della sinistra verso Berlusconi. Un astio che riesce ad instaurare un clima di tale agitazione politica da trasformarsi fatalmente in violenza. Proprio come è accaduto domenica sera in Piazza Duomo a Milano con il gesto di quel matto, tale Massimo Tartaglia, che ha ferito il nostro amato premier. E per fortuna che il colpo è arrivato sul suo viso al di sotto degli occhi, altrimenti un centimetro più sopra poteva accecarlo. Mai un uomo politico è stato tanto demonizzato come Silvio Berlusconi. So naturalmente che la politica è lotta di potere, ma che si potesse giungere all’avversione totale, all’ossessione, alla paranoia, non lo avrei mai immaginato. Alcuni degli osservatori politici più attenti hanno manifestato di frequente in questi ultimi tempi la loro preoccupazione per questa divisione radicale della situazione politica italiana, una lacerazione da guerra civile strisciante, un’atmosfera velenosa che può far riemergere pulsioni terroristiche. Ha detto, per esempio, Giampaolo Pansa, che scommette che mezza Italia è contenta per quel sangue sul viso del presidente del Consiglio, senza magari ammetterlo ad alta voce. Se si va su Facebook si può vedere come migliaia di internauti inneggiano a Tartaglia, lo considerano un eroe, lo vogliono “santoo subitooo”. Questa versione primitiva della politica sta dominando la politica italiana con un crescendo di ostilità da sfiorare la guerra antropologica tra due Italie che si odiano, incapaci di parlarsi. Ha ragione Marcello Veneziani quando dice che a scatenare questa aggressività è la novità che Berlusconi ha rappresentato e tuttora rappresenta nel panorama stantio della politica italiana. Lui è il rivoluzionario che combatte contro i dinosauri della politica. Un rivoluzionario accerchiato da conservatori che si nascondono dietro il rispetto delle convenienze e delle forme soltanto come paravento ipocrita per celare la volontà che nulla cambi, giacché per loro le cose vanno bene così come stanno. Berlusconi rompe gli schemi e forse a volte esagera, ma bisogna riconoscere il suo desiderio autentico di cambiare questa Italia, questo conservatorismo della mediocrità che isola chi eccede dallo standard, questi poteri forti e inerti che lasciano deperire l’italianità. Insieme a molte donne di Bari che come me ammirano Berlusconi gli facciamo tanti cari auguri di pronta guarigione affinchè torni al più presto al lavoro e alla guida del governo per il bene del nostro Paese. Mary Sellani |