Perché Draghi insiste sul Mezzogiorno? Perché Confindustria ne fa una strategia d’attacco? Perché la CGIL organizza manifestazioni? Perché il Mezzogiorno è tornato di moda? Se non vi fate toccare dalle emozioni dei cavalli di ritorno e lasciate Fortunato, e Salvemini nel Paradiso degli uomini giusti potere inquadrare il tema nella realtà. Innanzitutto avendo coscienza che il Mezzogiorno non esiste come unità geopolitica: altrimenti le Regioni, che sono in maggioranza di Centro Sinistra, avrebbero realizzato progetti comuni, se non meridionalisti, interregionali tra due o più Regioni, almeno per un settore fragile come l’agricoltura. Invece no, e lo spreco regna sovrano. Allora il Mezzogiorno, oggi, come la Padania è una chiacchiera! Gli interessi che queste due definizioni racchiudono sono complessi ed al tempo stesso frazionati: al Nord, ad esempio, i 18 aeroporti esistenti non hanno nessuna voglia di ridimensionarsi per fare un piacere a Malpensa nel nome della Padania; al Sud le classi politiche dirigenti si giocano i Fondi comunitari secondo le proprie paesane convenienze elettorali. I mali meridionali li conoscono tutti e da sempre. Perché se ne parla tanto? Perché settori sensibili (Presidenza Repubblica, etc) che non si lasciano attrarre dalla fantasmagorie mediatiche sono seriamente preoccupati. L’Europa è in crisi come Istituzione: Paesi come il Belgio stanno per frantumarsi. Ma se i localismi non sono un male italiano, la frattura in Italia tra Nord e Sud sta divenendo una sotterranea instabilità geologica, pronta ad esplodere. Come nei terremoti lo stress meccanico sulle faglie sismiche avvia movimenti imprevisti così nella società italiana si è venuta accumulando, indotta dai movimenti di un far politica perverso, un complesso di energie secessioniste. E la secessione – pure soltanto dichiarata – indebolisce il sistema Paese. E Bankitalia e Confindustria lo avvertono. Se poi Confindustria avvia una lotta racket lo fa perché ne vede la compromissione del mercato e dell’agibilità territoriale delle Imprese. Ed il suo messaggio non è alla Polizia, è alla Politica: perché la non trasparenza nelle Amministrazione (assunzioni, appalti, servizi) crea antieconomicità del mercato, violenza sullo stesso e sulle liberta dei cittadini. E quando il Governatore di Bankitalia, che già aveva dato indicazioni a Maggio scorso nelle sue Considerazioni, punta l’indice sulla gestione amministrativa delle Regioni e degli Enti pubblici meridionali non lo fa per il moralismo delle anime belle sulle corrotte classi dirigenti, ma perché vorrebbe che i miliardi di euro dei Fondi Comunitari siano spesi bene. Perché sono tra le poche liquidità finanziarie effettivamente disponibili . In finis vi è il Mediterraneo. E’ un’area pericolosa dove si giochano partite economiche e geopolitiche. Non del tipo Dubai, un francobollo nel deserto con poco più di un milione di abitanti e con più finanzieri che a New York ma usciti dalla lampada di Aladino. L’area mediterranea è la speranza della vecchia Europa che la vuole stabile. Perciò è una opportunità per l’Italia, per la sua industria, i suoi Governi. Per i Sindacati, burocrazia delle burocrazie,. Perciò il Mezzogiorno, anche come slogan, deve funzionare in positivo. Ed il Mezzogiorno – vedi la novità ! – potrebbe diventare un fattore di equilibrio. Quindi lotta senza quartiere al Mezzogiorno del malaffare, malasanità, malauniversità, malapolitica, mala economia. Ed aprire le finestre su un Mezzogiorno chiaro e solare. E’passata a’nuttata? Bah!
Egidio Pani epani@clio.it |