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giovedì 9 settembre 2010
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La nostra ultima Rassegna Stampa:
"Così è affondato il sedicente capo" di Marcello Veneziani (Il Giornale, 07/09/10)

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"La caccia alla volpe" di Egidio Pani (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Ci nascondiamo dietro le giravolte della politica ed impazza l’Italia giudiziaria e malandrina: il lontano “Processo alla tappa” di Zavoli è divenuto format costante della TV: aula giudiziaria sempre aperta.
Si respira un’aria pesante. La bocciatura del lodo Alfano ha scatenato la caccia a Berlusconi: una volpe non facile da prendere al laccio.
Eccolo novella “volpe del deserto” in Arabia Saudita con le armi dell’imprenditore e perseguendo una politica che amplia l’attenzione mediterranea della tradizionale politica estera italiana (pensate ad Aldo Moro) in concretezze della economia globale.
Dopo l’intesa con la Libia, gli accordi con la Turchia, anello di congiunzione per una politica energetica che guarda alla Russia altra sua tappa recente, Berlusconi ha impostato una politica di concreta mediterraneità nel cui ambito la stessa realizzazione del Ponte sullo Stretto, diviene strumento per affermare, nell’area, il know how italiano.
Eppure questa politica lungimirante ha bisogno di soldi e qui la volpe Berlusconi si troverà ad affrontare la vera, battaglia politica. Perché il debito pubblico aumenta e la tasse pure, invece di diminuire.
La pressione fiscale è al 50,6% del reddito. In Italia chi fatica e non evade, però, sa che il calcolo è per difetto perché con balzelli di ogni tipo e che sbucano da Enti di ogni tipo, si finisce di pagare il 60% del proprio sudato reddito.
Eppure si parla di nuove tasse perché le richieste aumentano ma nessuna struttura italiana vuole contrarre i propri costi gestionali.
Si vuole tutto senza pagare nulla! L’Italia, prima al mondo per le tasse, è prima per cellulari (1,22 telefoni per ogni italiano); acque minerali (11 miliardi di litri in un anno); automobili: 36 milioni su 60 milioni di abitanti: neonati ed ultra ottantenni (5,6% di arzilli vecchietti) compresi. E vuole una sanità migliore, una Università seria, una agricoltura che tira, una industria sana. Vuole ricostruire l’Abruzzo, riparare il dissesto idrogeologico.
L’elenco delle richieste è pronto: ce lo dicono gli studenti che scendono in piazza come tradizione nella novembrina estate di San Martino. Lo impongono gli agricoltori, i contadini, gli operai che da Termini Imerese fino all’Alfa di Arese occupano fabbriche o Municipi contro i licenziamenti.
Le contraddizioni sono evidenti e caleranno tutte in Finanziaria.
I Comuni chiedono di infrangere il patto di stabilità, ma non è Taranto al pecora nera; Palermo, Catania, Roma, non scherzano, e Milano spendaccione chiede per l’ EXPO!
Il Governo dà forti segnali anti crisi. Brunetta, il neo economista dei fannulloni!, cerca già una visibilità post berlusconiana!
Purtroppo tutti fanno finta di neinte ma sparano colpi!
Ecco la volpe Berlusconi, dopo la sua giusta “battaglia nel deserto” del Mediterraneo, può finire impallinato nei corridoi romani dove la battaglie non le vincono sempre i Rommel.
Berlusconi può vincere con uno scatto: con una riduzione decisa dei costi della politica in Finanziaria. Aumenteranno i nemici tra Ministeri, Corporazioni, Enti.
Aumenteranno gli amici tra i cittadini, che, se non potranno veder diminuite le tasse, vedranno almeno diminuire le spese!

Egidio Pani
epani@clio.it
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