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giovedì 9 settembre 2010
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"Emiltruffa" di Tommaso Francavilla (28/11/09)
La ventilata sostituzione in corsa di Vendola con Emiliano metterebbe in atto tre autentiche truffe politiche che, se l’operazione dovesse andare in porto, non potrebbero non essere evidenti all’opinione pubblica pugliese
La prima sarebbe direttamente ai danni dell’intero Popolo pugliese, al quale per cinque anni è stato fatto credere di avere un Presidente straordinario ed al suo fianco una squadra formidabile. La squadra è stata sottratta al giudizio popolare dal Presidente a poche settimane dal voto, il Presidente starebbe per essere licenziato all’ultimo momento, impedendo anche a lui di farsi giudicare da chi lo aveva investito del mandato di governare. Allora, delle due l’una: o il Popolo pugliese è stato ingannato per cinque anni, o lo si sta privando, suo malgrado, di una grande risorsa. In entrambi i casi, saremmo di fronte ad una truffa politica.
La seconda truffa sarebbe ai danni del popolo del PD, che soltanto pochi giorni fa è stato chiamato a scegliere tra quattro candidati alla segreteria regionale del Partito che si erano tutti espressi a favore della ricandidatura di Vendola, che pertanto era stata deliberata dalle urne delle “Primarie” addirittura all’unanimità. Una truffa, questa, tanto più fragorosa quanto più era stata enfatizzata la democraticità di una consultazione che rischia di dissolversi in un atroce sberleffo.
La terza truffa sarebbe ai danni del Popolo di Bari, che meno di sei mesi fa ha rieletto un Sindaco a seguito di una faraonica campagna all’insegna di mirabolanti promesse quale quella- e scusate se è poco- di 30 mila nuovi posti di lavoro, e che dovrebbe tornare immediatamente alle urne per eleggerne uno nuovo all’insegna del “chi ha avuto, ha avuto e chi ha dato, ha dato”. E se qualcuno dovesse sostenere che dalla Regione tali promesse potrebbero essere comunque mantenute, forse dovrebbe riflettere sul fatto che la Regione non è il Comune, che il Centro-destra governa 4 Province su sei, tra cui le tre più popolose, che la Puglia non è soltanto Bari e che la stessa Bari, quando c’è da esprimere un voto di preminente valore politico, ha sempre votato Centro-destra, perfino una settimana dopo il decantatissimo abbattimento in diretta televisiva di Punta Perotti. Per non dire che che la decapitazione di Vendola comunque romperebbe quel che resta dell’incanto della “Primavera pugliese”, che si ritorcerebbe contro il suo principale evocatore e beneficiario.
Tutto questo, poi, per associare all’alleanza di Centro-sinistra due soggetti politici, l’UDC e l’IDV, che hanno duramente contestato in questi anni le politiche ed i metodi di governo di Vendola e compagni, con il risultato di mettere insieme un’armata-brancaleone che non avrebbe null’altro in comune che il salvataggio del sistema di potere dalemiano in Puglia, con annesse zone d’ombra di cui anche alle cronache più recenti. Un progetto cinicamente trasformista, che farebbe salvo solo il peggio di questi cinque anni, e che non si capisce come e perché dovrebbe essere avallato dal Popolo pugliese.
Né sarebbe la prima volta che D’Alema non l’azzecca. Basti pensare che a Vendola preferiva Boccia, e ad Emiliano non si sa chi. E che affidò a Veltroni il Partito mentre ascendeva a Palazzo Chigi, scavandosi la fossa da solo. E’ proprio certo che, adesso che si è ridotto al feudo pugliese, con l’ambizioso ed ingovernabile Emiliano non correrebbe lo stesso rischio, perdendo anche quello?
Tommaso Francavilla
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