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lunedì 6 settembre 2010
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La nostra ultima Rassegna Stampa:
"La memoria degli elettori : TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE" (Corriere della sera, 13/08/10)

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"Una politica impazzita" di Egidio Pani (17/11/09)
La politica si è schiodata dal suo asse (idea, progetto, sogno che fosse): par certo. Si è avviata una frantumazione nelle formazioni politiche che addensa nubi sulla funzionalità delle istituzioni e sui conti pubblici.
IL Mezzogiorno né dà il segnale e del fenomeno la Puglia è un laboratorio: il Presidente Vendola ha il suo Movimento, la senatrice Poli Bortone ha creato “Io Sud”, il Sindaco Emiliano rafforza le sue schiere nel PD. In Consiglio Regionale si contano ben 18 Gruppi.
La Sicilia è a ruota – con mai soppresse tentazioni separatiste - con il movimento del Presidente della Regione Lombardo, e quello dell’onorevole Miccichè.
Tutto ciò non può essere condannato con facili moralismi: vi sono processi sociali in atto molto complessi.
Ma le spinte frazionistiche non aiutano. Così i Quartieri ambiscono a diventare Comuni, Comuni Province, e il Salento potrebbe separarsi dalla Puglia e l’Emilia dalla Romagna, Napoli dalla Irpinia, etc. etc.
Ogni occasioni è buona per chiedere Enti dedicati: un problema per ogni Ente, un Ente per ogni problema!
C’è il pericolo che le elezioni regionali diventino una speranza di … corsa all’oro come nel mitico Klondike.
Nelle Regioni ci saranno da gestire i consistenti finanziamenti comunitari, i nuovi Accordi di Programma con il Governo per le grandi opere. E, nell’area meridionale, partecipare alla gestione della Banca del Sud che, malgrado gli intoppi, sbucherà dal Parlamento quanto prima.
E questo oltre le competenze che già hanno dei Presidenti di Regione, gli uomini dal braccio d’oro, anche per l’influenza sulle nomine dell’immenso castelletto di Enti vari che le Regioni, pezzetto su pezzetto, costruiscono accanto ad altri già esistenti.
Enti dove gli stipendi per Presidenti e Dirigenti corrono senza freno e senza giustificazione alcuna, come hanno dimostrato le inchieste della Gazzetta.
Il caso Marrazzo, poi, ci ha fatto scoprire che il Governatore del Lazio ha busta paga di diecimila euro al mese (oltre a 8mila per i collaboratori) più 70 mila euro all'anno – e questo è ben strano! - per la guida della fondazione del Policlinico Tor Vergata.
Quindi, malgrado i bilanci in rosso, la Sanità concede ancora compensi da nababbi a persone, già lautamente retribuite. Altro che attenzione a giovani ricercatori, medici, infermieri professionali!
Ed intanto la crisi economica globale è finita veramente? La Borsa sale, ma l’oro è alle stelle! Allora si scopre il gioco: la ripresa è debole perché resta bassa la domanda di consumi e di investimenti a livello internazionale. Gli aiuti pubblici alle Banche da New York a Londra hanno preso altre strade.
In Italia il Pil sale, il Pil scende? E il Sud: è sù, o è giù?
Il Mezzogiorno, dove aumenta la disoccupazione (la scusante di tante immoralità), dovrebbe far quadrato, stringere le fila, invece...
Ecco perché è lecito il sospetto che, oltre a corrispondere ad effettivi turbamenti di una società italiana scossa vi è un sistema burocratico-politico che è passato da una guerra di posizione ad una di movimento nella geografia del potere in Italia.
Perché se la crisi non è passata e la situazione politica è incerta ciascuno vuole entrare nel gioco elettorale con personali posizioni di forza e di consenso.
Anche se il costo di tali operazioni ricadrà sulla credibilità delle Istituzioni, la tempestività delle decisioni, la riduzione degli apparati e sarà pagato dalle tasse dei cittadini. Le tante tasse, le troppe tasse, le pesanti tasse.

Egidio Pani
epani@clio.it
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