In attesa di verificare se il PD verrà governato collegialmente o se le decisioni le prenderà da solo il nuovo segretario regionale, c’è da rilevare che i risultati elettorali hanno deluso le aspettative di Emiliano e c’è da chiedersi se il calo dei consensi non sia addebitabile alla scarsa credibilità del segretario regionale uscente. Infatti tutti hanno letto una settimana prima del voto (Corriere del Mezzogiorno 18/10/09) che Emiliano aveva confessato come “distrazione imperdonabile” l’aver candidato – nella sua lista per le primarie del PD – l’ex consigliere comunale Nino Anaclerio (ex varii partiti, ora PD) in violazione dello statuto del PD, in quanto rinviato a giudizio per gravi fatti di estorsione. Pur sorvolando sulla circostanza che ci si candida o si viene candidati nella lista di colui che, quale Segretario uscente, avrebbe dovuto essere il massimo tutore dello statuto, probabilmente molti elettori hanno rilevato che il Segretario Emiliano non si era distratto solo sul caso Anaclerio. Impegnato su mille fronti, non si era avveduto di essersi “distratto” anche sul caso di quel tale Savarese/Parigino, indagato o imputato (e proprio dall’ex pm Emiliano) per altrettanto gravi fatti. E si è “distratto” pure quando ha candidato nelle ultime europee, anche contro il suo stesso Partito, l’imprenditore Gerardo De Gennaro che è, insieme ai suoi tre fratelli, socio della onnipresente DEC. E De Gennaro (e i suoi fratelli) risulterebbe inquisito: 1) per truffa nelle pubbliche forniture in relazione al parcheggio di piazza Giulio Cesare 2) nonchè per il parcheggio di Piazza Cesare Battisti anche per reati ambientali 3) e pure per il Centro Direzionale del S. Paolo anche per turbativa d’asta e per corruzione connessa all’aggiudicazione della gara. Senza dimenticare che il De Gennaro fu indagato – ma dell’esito del procedimento nulla si sa ormai – in relazione allo scandalo della Formazione Professionale. Ora Emiliano può anche addebitare alla sua memoria il singolo caso ma, se i precedenti sono tanti e specifici e reiterati, molti hanno pensato che, da attento e implacabile se–dicente sostituto procuratore si era trasformato in un segretario di partito (nonchè sindaco di una grande città, presidente di ASI, di Fondazione ecc.) talmente distratto da apparire superficiale nelle sue amicizie e stime o addirittura lassista. Al punto che non si avvede – e i suoi sodali con lui – di quanto egli sia stato “inopportuno” nel nominare assessore uno stretto parente di quei De Gennaro. Se il sindaco, con tale nomina, abbia voluto dare un “segnale” della sua potenza incontrollata non possiamo che prenderne atto e con noi anche molti del PD che non hanno voluto votarlo dando a quanto pare al “segnale” una lettura amaramente diversa. Ettore Bucciero |