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lunedì 6 settembre 2010
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"Il bue e l'asino" di Tommaso Francavilla (14/10/09)
Di fatto auto-intervistandosi sul quotidiano di riferimento del suo nuovo partitino, il Presidente Vendola ha reclamato le dimissioni di Berlusconi. Se non temessimo di offendere ingiustamente Berlusconi (che tutto è tranne che un ciuccio) e Vendola (che tutto è tranne che un toro) ci verrebbe da dire che il bue dà del cornuto all’asino. Se infatti la trasparenza e l’efficacia delle politiche di governo sono le misure principali del diritto di continuare a governare, peggio di come è messo il nostro Governatore proprio non si può.
Sul terreno della trasparenza le inchieste giudiziarie in corso fanno comunque giustizia dell’illusione di una “Puglia migliore” sulla quale si era fondato il sogno vendoliano. Perfino noi che qualche sospetto l’avevamo già esternato, abbiamo letto attoniti di martellanti ipotesi di associazioni a delinquere, concussioni, corruzioni, abusi, truffe, finanziamenti illeciti ai Partiti di centro-sinistra, voti di scambio e financo compromissioni con la mafia.
Per carità, tutti innocenti, a partire dal Governatore, che comunque pare che qualche telefonata “sconveniente” l’abbia fatta anche lui. Ma se dovessero valere per tutti le regole giustizialiste che valgono per Berlusconi e sono costate all’intera “Prima Repubblica” l’improvviso ed infamante decesso (“non poteva non sapere”), sul piano politico Vendola qualche conseguenza anche personale la dovrebbe trarre.
Se poi facciamo riferimento all’efficacia dell’azione di governo, non è un caso se Berlusconi continua a godere, nonostante “Repubblica ed “Annozero”, del consenso degli Italiani (e non solo per le emergenze come i rifiuti di Napoli ed il terremoto d’Abruzzo, ma anche per la gestione della crisi, dalla quale l’Italia pare possa uscire- come dice la massima autorità monetaria europea alias il Governatore della BCE Trichet- “meglio di come è entrata”). Per Vendola invece parlano i dati della Corte dei Conti nazionale sul baratro finanziario della Sanità pugliese (1 miliardo di deficit, 2 miliardi e 600 milioni di debiti delle ASL). Aggiungervi i 500 milioni sottratti a famiglie ed imprese pugliesi con l’inasprimento delle tasse regionali, e soprattutto raffrontare tutto questo con il caos ed il degrado in cui piombano sempre di più i servizi ai cittadini. E’ stato un autorevole opinion-leader di sinistra a scrivere recentemente che “su tutto Vendola poteva sbagliare, tranne che sulla Sanità”. Avrebbe potuto aggiungere che Vendola ha evidentemente sbagliato quasi su tutto, se ha sentito egli stesso la necessità di cambiare, a ridosso delle elezioni, le guide politiche di Bilancio e programmazione, Attività economiche, Agricoltura, Turismo, Pubblica Istruzione, Lavoro e Formazione Professionale, Lavori Pubblici ed Ambiente, di fatto auto-dichiarando un fallimento presso che totale. E se invece Berlusconi è reo di avere osato criticare altre Istituzioni, Vendola non gli è comunque da meno, viste le quotidiane sparate contro il Governo nazionale, nonché la pubblica missiva insinuante e vagamente intimidatoria al Magistrato che stava indagando intorno a lui. La verità che Vendola, “uomo solo al comando”, somiglia sempre di più al peggior stereotipo di Berlusconi, senza peraltro i meriti e le capacità di quello vero. E se invece di gloriarsi delle dimissioni dei suoi Assessori, al grido dell’ “armiamoci e partite”, si decidesse a dare il buon esempio, quantomeno non ricandidandosi?
C’è un’alternativa: la smetta di dare lezioni alle quali non è abilitato.
Tommaso Francavilla
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