Signor Tarantini, mi permetta di rivolgerLe un appello, ora che dal carcere è passato agli arresti domiciliari ed è sicuramente più sereno e meno traumatizzato. Ricordo che alcune settimane orsono alle ipotesi di un giornalista Lei ha risposto con baldanzosa sicurezza che in carcere non ci sarebbe andato e ove mai Le fosse accaduto avrebbe detto tutto e fatto nomi e, per giunta, cognomi. La Procura, a quanto pare, ne ha tratto la logica conseguenza che, sino a quel momento, Lei non avrebbe detto tutto. Ebbene, ora che è a casa, – e la Procura si dichiara semi-sconfitta- non si rimangi la promessa o la minaccia di fare nomi e cognomi. Ne troverebbe giovamento tutta la città di Bari e la memoria onorata di Suo padre che da più testimonianze mi viene descritto come una persona squisita ed un cittadino corretto che ha vissuto nella stima di quanti lo conobbero. Si ricordi poi che Lei, ove sia condannato per corruzione, tali reati non avrebbe potuto portare a termine senza la “complicità” dei corrotti. E si ricordi, anche con l’ausilio dei Suoi avvocati, che essendo labile il confine tra concussione e corruzione, Lei in alcuni casi potrebbe essere ritenuto vittima e non carnefice. Ebbene noi tutti – e oso farmi interprete della maggioranza dei cittadini baresi- vorremmo sapere quanto è estesa a Bari la concussione e la corruzione: insomma nomi e cognomi! Accogliendo il mio appello a “scaricarsi la coscienza” una buona volta per tutte Lei mi farà anche una cortesia personale, vale a dire mi consentirà di correggere un vezzo –più volte da me pubblicamente criticato- che alcuni giornali praticano da tempo e cioè quello di definire certi ambienti la “Bari- bene”. Occorre infatti ricordarsi che se esiste una “Bari-bene”, esiste anche e soprattutto una “Bari per bene”, fatta di migliaia di cittadini che –anche se agiati- lavorano, pagano le tasse e sono corretti. Se qualche mela marcia si è infilata in qualche Circolo cittadino, ciò non significa che i “media” debbano generalizzare, accomunando tutti, buoni e cattivi, in un calderone di degrado morale. Mi aiuti quindi a fare il “distinguo” : così facendo sarà poi la “Bari per bene” – o almeno lo spero- ad isolare le mele marce e Lei avrà il merito di essere stato l’artefice – sia pur obbligato e solo in parte spontaneo – di un repulisti generale di una città ..... difficile. Se cosi si comporterà, Lei avrà mostrato l’inizio di un percorso di ravvedimento del quale non si potrà non tenere conto. Ettore Bucciero (cittadino di Bari) |