Ed ora ha finito, Michele Emiliano, di sentirsi papa, re e cardinale? Lo lasciamo alle sue angosce, noi ci godiamo il Petruzzelli che il 4 ottobre sarà riaperto alla Musica. Lui resterà alle prese con le dispute per “difendere” la segreteria regionale del “suo” partito democratico, noi finalmente ci sentiamo liberati da un’ossessione. Ha pontificato da una cattedra tutto sommato fragile seppur demagogica, annunciando date, programmi, impegni a volontà, senza rendersi conto che riaprire il Petruzzelli dopo 18 anni non poteva non essere un vero evento, un evento di risonanza internazionale e non limitato al perimetro urbano. Ed ora ovviamente si è trovato, scusate la volgarità, con il deretano per terra. La verità è che non era riuscito a capire granché della reale portata storica della vicenda. Pensava di vivere la sua grande giornata, facendo il suo trionfale ingresso nel teatro, osannato dalla folla plaudente. Credeva di poter continuare a dire che senza di lui il Petruzzelli non sarebbe mai rinato, ignorando (già, perché nessuno, nessun giornale omologato e contiguo, lo aveva mai informato) che, quando lui si occupava d’altro, alla prima importante fase della ricostruzione del teatro avevano provveduto altri ben prima di lui, con lavori consistenti ed anche meno costosi perché ad eseguirli erano state imprese baresi che si sono persino dissanguate. Cose che meriterebbero un capitolo a parte, ma che un giorno bisognerà pur dirle. E’ accaduto invece che un giorno Francesco Schittulli l’ha convocato nel suo ufficio di presidente della Provincia e l’ha informato che IL GOVERNO ha deciso che il Petruzzelli sarà ufficialmente riaperto domenica 4 ottobre, festività di San Francesco, Patrono d’Italia, con un concerto dell’Orchestra sinfonica della Provincia. E non già con il “Requiem” di Verdi, come aveva progettato lui, ma più ….appropriatamente con la “Sinfonia n. 9” di Beethoven che si conclude con l’Ode alla Gioia di Schiller. E così avrà modo di fare la sua parte anche il coro della Fondazione. Gli ha anche comunicato che il concerto sarà diretto dal maestro Fabio Mastrangelo, un musicista barese che vive e opera in Russia, dove recentemente è stato nominato direttore di una delle più prestigiose istituzioni musicali (a Bari invece aveva dovuto fare quasi anticamera per racimolare un posto-fantasma di consulente musicale). Schittulli gli ha comunicato anche che in rappresentanza del Governo interverranno Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, e il ministro Raffaele Fitto. Sarà particolarmente soddisfatto il furente Emiliano? Forse lo metterà in imbarazzo un’altra comunicazione: la serata inaugurale deve assolutamente avere il tono che si merita, solo la replica del concerto (il 5 ottobre) sarà riservata alle maestranze che hanno lavorato alla ricostruzione e ai 1200 cittadini baresi che l’anno scorso parteciparono al sorteggio promosso dal Comune. Per ovvie ragioni, Emiliano avrebbe voluto il contrario (ma non è stato perlomeno incauto, soltanto a pensarlo?). Pazienza, ma anche grazie ai lavori extra, che sono costati 13 milioni di euro in più, la capienza del “nuovo” Petruzzelli si è ridotta a soli, miseri 1450 posti. Se ne riparlerà? A giudicare dalle immagini impietosamente offerteci dalle telecamere, Michele Emiliano ha tenuto in tasca la solita grinta spavalda. Ma le giornate nere possono capitare a tutti. Speriamo sinceramente di vederlo sorridere almeno la sera 4 ottobre. Noi ci saremo. Ed esulteremo. Franco Chieco |