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giovedì 9 settembre 2010
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La nostra ultima Rassegna Stampa:
"Così è affondato il sedicente capo" di Marcello Veneziani (Il Giornale, 07/09/10)

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"Se Vendola piange, Fitto non ride" di Tommaso Francavilla 825/09/09)
Contrariamente alle apparenze, che denotano un centro-sinistra pugliese lacerato e devastato dalle inchieste giudiziarie, non sono buone notizie quelle di questi ultimi giorni per il nostrano PDL. Non è una buona notizia l’allontanamento di un’alleanza che sembrava imminente con l’UDC, affondata da una sfortunata trasmissione di “Porta a Porta”. Non è una buona notizia l’eliminazione in corso, e ad opera non dei soliti dalemiani ma di “fuoco amico”, del povero Vendola, che ha dovuto subire prima un duplice bacio della morte dal suo presunto sponsor Emiliano (che –in due successive interviste- ha prima dichiarato di avere inutilmente invitato il Governatore a sostituire Tedesco e poi ha attribuito la strage di Assessori di quest’estate non già a nobili motivazioni etiche, ma ad un impazzimento improvviso di Nichi dovuto alla umiliante notifica della decisione di D’Alema di degradarlo), e poi è stato addirittura scaricato dai suoi di “Sinistra e Libertà”, che gli hanno chiaramente detto che non intendono seguirlo nella sua strategia della “bella morte”, all’insegna del “muoia Sansone con tutti i filistei”. Non è una buona notizia per il Centro-destra, l’ormai molto probabile pensionamento del peggior Presidente della storia della Regione Puglia senza che ad esso segua la diaspora nemmeno dei vendoliani doc, perché esso rimetterebbe in ordine con un colpo solo tutti i pezzi di un puzzle che sembrava definitivamente dissolto, e cioè dell’alleanza dalemiana dalla Poli Bortone alla sinistra radicale, passando -oltre che per il PD- per l’UDC e per la sempre più determinante IDV. Ed il Ferrarese o il Mongelli di turno non si farebbe alcuna fatica a reperirlo, se già non c’è, dato che l’attuale Presidente degli industriali pugliesi non avrebbe altro da fare che seguire le orme dei suoi omologhi di Brindisi e di Foggia.
E’ pertanto urgente e necessario che il PDL pugliese, che forse deve ancora capire di non essere da solo sufficiente per vincere le regionali, metta in moto una strategia capace di bloccare o comunque di efficacemente controbattere questa aggregazione in atto di tutti i suoi avversari. Occorre a tal riguardo rilanciare, dal livello regionale visto che da quello nazionale non ci si riesce, una proposta seria di alleanza alle aree politiche limitrofe, mettendo sul piatto anche la guida della Regione senza veti sulle persone quali quelli demenziali, fondati su masochistiche ripicche se non su personali gelosie, che hanno consegnato alla sinistra quantomeno la Provincia di Brindisi e, al ballottaggio, la Città di Foggia. Ed accompagnare tale rilancio ad un’apertura reale verso la società civile e verso aree e personalità deluse dal Centro-sinistra (continuo a pensare, tra gli altri, al prof. Nicola Rossi) e ad una nuova politica verso l’informazione e la cultura. Nel cui mondo operano anche autorevoli opinion-leaders (un nome per tutti, Giuseppe Detomaso) che, se convinti a scendere in campo, automaticamente romperebbero il quasi-monopolio che su questo terreno e con grandi vantaggi detiene la sinistra pugliese, ed incarnerebbero anche la novità che gli elettori reclamano, sia pur immeritatamente per quanti hanno servito e servono la Regione Puglia con passione, competenza e rettitudine.
Ciò renderebbe più agevole l’alleanza più vasta, e comunque rafforzerebbe anche quella necessitatamente più ridotta con un valore aggiunto senza il quale essa rischierebbe seriamente di soccombere.
Tommaso Francavilla
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