Associazione | Servizi | Galleria | Angolo della posta | Rassegna Stampa | Links
giovedì 9 settembre 2010
Accedi al nostro forum


La nostra ultima Rassegna Stampa:
"Così è affondato il sedicente capo" di Marcello Veneziani (Il Giornale, 07/09/10)

iscriviti
rimuoviti



 

"L'estate sta finendo.." di Canio Trione (04/09/09)
Forse la notizia economica piu’ importante dell’estate che sta finendo sta nel mancato crollo del turismo. Certamente le cose non sono andate bene e il segno meno impero indisturbato in ogni statistica, ma, con uguale certezza possiamo dire che potevano andare molto peggio. Tutto merito dell’ottimismo ad oltranza del nostro Presidente del Consiglio? O si tratta semplicemente della forza di inerzia del nostro consumismo? I dati statistici riguardanti il recente passato deponevano per una stagione turistica ben peggiore; inoltre le attese indotte dalle previsioni macroeconomiche sono ancora piu’ negative e quindi inducono a scoraggiare spese superflue. Cionondimeno gli italiani si sono messi in macchina e sono andati al mare o in montagna. Come interpretare questo dato di fatto? Perché si tratta di notizia così tanto importante?
Va ricordato che questa crisi non è da ascrivere alla responsabilità della gente comune; la classe media come quella impiegatizia e proletaria non hanno nessuna responsabilità in quanto avvenuto, anzi esse stanno subendo insipienze ed errori platealmente specifici della grande impresa e della grande finanza. A ben guardare, se queste categorie sociali ed economiche non fossero state proditoriamente periferializzate dagli ultimi decenni di politica economica, sicuramente le impressionanti oscillazioni nell’andamento della domanda e della occupazione, come anche nei prezzi e nella redditività di imprese grandi o piccole non sarebbero state così ampie e di così ingovernabile erraticità. Quindi la crisi sta creando, nei fatti, una dualità nell’andamento della economia italiana e di tutto il mondo: da un lato l’impresa maggiore puntellata dall’intervento pubblico ma fragilissima ed arrogante e dall’altro il resto dell’economia sgomenta di fronte all’inabissarsi delle certezze cui ci avevano abituati i media e la cultura dominante; piccola impresa che si rivela testarda nell’andare avanti pur senza guida e pur impedita dalla palla al piede di burocrazia, fisco ecc. ecc.
È questa la grande coerenza con se stesso del comportamento della gente comune difforme e lontano da quanto le statistiche e i bilanci delle mega istituzioni finanziarie ed economiche non facciano presagire. Anzi, questo comportamento va letto nel senso di un sempre piu’ grande affrancamento della economia reale (quella delle micro, piccole e medie imprese) dall’economia di carta. Affrancamento che significa crescita, maturazione e maggiore consapevolezza del proprio ruolo nel forgiare il proprio presente e il proprio futuro. In questo senso dietro la voglia di vacanza e di consumo, di rilassatezza e di svago si nasconde la nascita e la crescita di una grande voglia di indipendenza da una economia lontana anni luce dalla alacrità, lealtà e dignità del diuturno lavoro in officina, laboratorio o negozio. Né la futura economia potrà poggiarsi su altro che sul concreto e solido lavoro della gente comune; peraltro la stessa cui oggi si ricorre per finanziare i nuovi faraonici debiti degli Stati e delle Istituzioni finanziarie. Quindi se è vero che si sta superando il punto piu’ basso della crisi lo si sta facendo proprio nell’unico modo possibile: restituendo all’economia reale il suo ruolo e la sua dignità; in maniera spontanea e quindi assolutamente reale. È questo il segnale che, piu’ della crescita del valore delle azioni, indica la nascita di un periodo nuovo e conferisce a tutti e ad ognuno la fiducia e l’ottimismo senza il quale non si va da nessuna parte.

Canio Trione caniotrione@virgilio.it
ARCHIVIO

Avanti >

 

Azienda Bari 70126 - Bari - 080 5240717 - P.Iva 93113580729 - info@aziendabari.it - © 2001-2006  Web agency Bari - realizzazione siti internet - Comma3 Bari