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lunedì 6 settembre 2010
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La nostra ultima Rassegna Stampa:
"La memoria degli elettori : TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE" (Corriere della sera, 13/08/10)

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"I miei ragazzi emigrati" di Tommaso Francavilla (29/07/09)
"Io concorro in larga misura a quell’emigrazione intellettuale, con gli aerei, i computers portatili ed il trolleys in luogo dei vagoni di legno e delle valigie di cartone, che in questi anni ha travasato dal Sud verso il Nord ed il resto del mondo gran parte della nostra migliore gioventù. Ho infatti tre figli su tre lontani da casa, una ventottenne ingegnere a Sidney, una ventisettenne tributarista a Milano ed un ventenne che studia economia sempre a Milano. E’ indescrivibile il mio magone nel vedere, la mattina, quei tre letti vuoti, o nell’imbattermi in un giocattolo o in un libro di scuola, o lo strazio silenzioso di mia moglie e la sua fame di parole che mi accoglie la sera. Ma sarebbe ingiusto prendermela, per questo, con il mondo che ha accolto le mie figlie riconoscendo le loro qualità senza bisogno che io mi umiliassi con chicchessia per elemosinare per loro molto meno di quello che valgono, o che sta preparando a mio figlio un solido futuro non soltanto nella fatica degli studi (che c’è, ed è tanta, anche da noi) ma anche nella qualità della loro organizzazione, nella modernità della loro impostazione e nella loro capacità di raccordarsi alla realtà concreta del lavoro. Io me la devo prendere con me stesso e con il mio mondo, che - pur avendone avuto tutte le occasioni con sterminate iniezioni di pubblici denari - continua ad essere del tutto incapace di garantire sbocchi degni alle sue migliori energie, costringendole ad emigrare. Un mondo, questo nostro, che per di più non ha la minima intenzione di emendarsi, mettendosi in cammino e cambiando velocità, ma al contrario si sta lasciando sprofondare sempre di più in una sorta di regressione culturale che lo porta a respingere con mille esorcismi il demone dello sviluppo, a chiudersi in una conservazione ottusa e miope che, in tempi di globalizzazione, equivale a scegliere masochisticamente di andare indietro.
Cosa dovrebbero fare, per esempio, i nostri giovani cervelli, in una Regione che dice no alle centrali, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori, agli insediamenti industriali pur che siano, che non realizza una nuova infrastruttura che sia una, che riduce a squallidi lazzaretti i suoi ospedali, che lascia intonso un miliardo di euro destinato alla soluzione del più atavico dei suoi problemi che è quello dell’acqua, che carica di vincoli e di balzelli le sue imprese, che confisca e congela gran parte del suo territorio inseguendo una parco-mania di stampo talebano, la cui Magistratura sequestra ogni nuovo insediamento in attesa di scoprire perché, in cui si assume soltanto a “sanatoria” di raccomandazioni pregresse con buona pace del merito e dei pubblici concorsi !? Una Regione così è condannata a continuare a soffrire sui letti vuoti dei suoi figli. Con la differenza che non ci mandano più le loro rimesse, magari per costruire sulle loro radici la casa del loro ritorno. Ma è colpa nostra se ormai sono figli del mondo."
Tommaso Francavilla -
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