Tra tutti i Paesi democratici, l’Italia berlusconiana è quello nel quale il potere reale del Governo nazionale e del libero Parlamento che lo esprime su mandato del Popolo Sovrano è più debole e condizionato. Su di essi grava il sostanziale potere di veto di un Presidente della Repubblica e di una Corte Costituzionale che, con tutto il rispetto, pencolano oggettivamente dall’altra parte. Ogni loro statuizione o azione deve passare sotto le forze caudine di un potere giudiziario sempre più debordante ed anch’esso non privo di pesanti punte di faziosità, fino ai limiti dell’accanimento nei confronti dello stesso leader prescelto dal Popolo italiano. Una riforma costituzionale sostanzialmente secessionista ha consegnato gran parte delle competenze legislative ed amministrative a Regioni ed Enti Locali nei cui governi la sinistra è ancora ampiamente prevalente. I “poteri forti” della società italiana, dai Sindacati di regime alla grande finanza, sono di fatto organici all’opposizione. E quanto al potere mediatico e culturale, basta accendere la televisione di Stato, l’attuale seconda forza del sistema televisivo che appartiene ad un irriducibile avversario del Premier, o gran parte delle televisioni locali, o leggere i giornali più importanti, per imbattersi in un linguaggio unico anti-governo e soprattutto anti-premier, e frequentare le Università e le case editrici per imbattersi in un’inalterata e soffocante egemonia di quella che è pur sempre la netta minoranza del popolo italiana. Ed infatti non è bastato a Berlusconi conquistare e conservare la fiducia degli Italiani per affrancarsi da un sistematico linciaggio che dai nostri media è ormai p sconfinato sulla stampa straniera, per evidente effetto di graziosi suggerimenti di casa nostra, fino alla balla sesquipedale di una nostra impossibile espulsione da un G8 che infatti stavamo trionfalmente presiedendo. Ma evidentemente la misura non era ancora colma se l’ineffabile on. Di Pietro ha ritenuto di poter comprare con i soldi degli Italiani un’intera pagina di un giornale straniero per diffamarvi non soltanto l’odiato Premier, che è pur sempre stato liberamente eletto da noi, ma l’intero nostro Paese, che è lo stesso che ne ha fatto il più sgangherato ed inquietante dei potenti sulle fondamenta di una marea di manette facili, attraverso le quali gli fu consentito di smantellare un’altra fase della nostra democrazia, salvo quella riserva di intoccabili che non mancò di ringraziarlo con seggi senatoriali blindati e laticlavi immediati da Ministro. Fu così che si manifestò la nostra rustica variante dei colonnelli sudamericani, aspirante commissario della nostra democrazia previa criminalizzazione ed incarceramento degli avversari, del ventriloquo prediletto di una lobbie onnipotente di aguzzini legalizzati che in queste settimane sta impegnando tutti i suoi immensi poteri per bloccare una legge che vuole liberare gli Italiani dal non esaltante primato di essere il popolo più intercettato del mondo, dall’invadenza terroristica di un grande orecchio di orwelliana memoria. Con la complicità di un mondo dell’informazione che confonde la sua inviolabile libertà con l’esercizio di una pubblica, barbarica gogna. Che i nuovi nazi-stalinisti si possano permettere, nel nome della democrazia, dall’alto delle loro pubbliche prebende, di far passare la nostra Patria per una tirannide, è la prova più provata che questo è un Paese libero. Forse anche troppo. Tommaso Francavilla |