Da più di una settimana su tutti i giornali d’Italia ed in un’intera rete televisiva del servizio pubblico –gli stessi che un giorno sì e l’altro pure si esercitano nella denuncia di un regime che oscurerebbe la libertà d’informazione- è in atto una campagna assordante volta a dimostrare che il Presidente del Consiglio prescelto dagli Italiani è un indegno figuro intento a giochetti indecenti sulla pelle della dignità internazionale del Paese, di cui in realtà ai suddetti organi di informazione non interessa granchè, visto lo strame che ne stanno facendo con grande goduria anche degli stranieri. Una campagna, in verità, mai tanto mistificatoria e truffaldina, visto che in essa artatamente ed in assoluta mala fede si continuano a scaricare addosso al Premier questioni nelle quali egli non ha comunque alcun ruolo, e su cui semmai qualcosa da raccontare l’avrebbero personaggi politici pugliesi dell’altra parte. E’ il caso dell’inchiesta-madre dalla quale sarebbe derivata quella sulle donnine, che riguarda un presunto pilotaggio degli appalti sanitari alla Regione Puglia, e nella quale sono coinvolti soggetti, politici e non, comunque riconducibili alla sinistra pugliese. E’ il caso della cocaina, che in realtà sarebbe stata protagonista di festini baresi e cortinesi ai quali non Berlusconi, ma i succitati soggetti avrebbero preso parte. Con riferimento alla questione sanitaria, che si aggiunge a quella già in atto a carico dell’Assessore Tedesco e di altri 14 indagati tra cui certamente taluni potentissimi managers sanitari vendoliani quali i Direttori Generali della ASL BA BAT e FG, non è difficile individuare il nesso con l’on.Gero Grasso, che fino a pochi mesi fa è stato addirittura Responsabile Nazionale Sanità della Margherita e con il quale ha pubblicamente dichiarato vicinanza “politica e personale” la bella Direttrice Generale della immensa ASL BA, d.ssa. Cosentino. Con riferimento alla questione donne e cocaina, ferma restando la irrilevanza penale (ed, a mio avviso di vecchio liberale, anche morale) della questione, e comunque la presunzione d’innocenza, erano ampiamente note le vocazioni goderecce del Vice-Presidente della Regione, che egli stesso di prim’acchito ha confermato riconoscendo che gli piacciono le donne, che comunque me lo rendono più simpatico, e nei cui confronti il suo superiore farebbe peraltro bene a non ergersi a maestrina di etica (quale missione “istituzionale” aveva da compiere in Canada nei giorni scorsi l’on.Vendola?). Se ne parlò molto, per esempio, ad inizio-legislatura, con riferimento ad una bella signora, provvidenzialmente assunta all’AQP. Che poi la parte tangentizia del “sistema-Tarantino” sia di colore rosso, ce lo conferma la vicenda ormai acclarata della cena elettorale organizzata da Frisullo con D’Alema e con la nomenclatura sanitaria pugliese in un noto ristorante barese, pagata dal sullodato fornitore di protesi, nonché riferimento di tante belle ragazze. Di tutto questo polverone, pertanto, ad ormai due settimane dall’esplosione della vicenda, addosso a Berlusconi resta soltanto qualche cena a casa ed a spese sue con belle ragazze che ne parlano tutte con ammirazione ed affetto, e magari anche (beato lui) una piacevole notte con una consenziente signora di 42 anni, che pare si sia voluta vendicare per un favore urbanistico che il Premier non gli poteva comunque concedere, contando lo stesso presso gli uffici tecnici baresi quanto conta presso la Sanità pugliese, e cioè nulla. E che –come rivelato in tv dal Direttore di La7 Antonello Piroso- starebbe offrendo a dritta e manca a pagamento le sue pruriginose interviste. Come poi questo nonnulla, che riguarda l’uomo Berlusconi e soltanto lui, sia diventato, per di più a poche ore da un appuntamento elettorale che coinvolgeva direttamente la Città del Tribunale in questione, uno scandalo mondiale, lo si deve domandare ad una Procura della Repubblica già ampiamente nota per i suoi orientamenti ideologici e per le cantonate più o meno in buonafede che ne sono conseguite, nonché per le sue fughe di notizie cui corrispondono chiusure a riccio a seconda della posizione politica dell’indagato. Una Procura alla quale un ottimo Questore che ne ha dovuto scontare le vocazioni le ha recentemente e pubblicamente contestato di occuparsi soltanto delle inchieste che fanno audience, trascurando quelle che riguardano la concretezza della vita quotidiana dei cittadini. Se poi tali inchieste a forte resa mediatica servono anche a far male ai suoi avversari politici, pubblicamente additati come tali dal dr. Scelzi (del quale non a caso Vendola ha detto di “fidarsi ciecamente”) in un luccicante discorso al Congresso della corrente di sinistra della Magistratura, ancora meglio. Figuriamoci sotto elezioni, e con un collega PM in gioco.
Tommaso Francavilla |