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"Chi pagherà per Punta Perotti? Bari tra bugie ed ignoranza" di Enzo Monterisi (03/05/09)
Il 20.04.2009 la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha accolto il ricorso proposto dai costruttori e stabilito dovuto il risarcimento, è passata in cosa giudicata.
La notizia è stata accuratamente sottaciuta dalla attuale Amministrazione civica barese nell'evidente intento di non disturbare la campagna elettorale del sindaco uscente tutta improntata a celebrare gli asseriti successi ottenuti in questi ultimi cinque anni.
All'indomani della pubblicazione della sentenza, il sindaco in carica si è affrettato ad affermare, in maniera apodittica, che " il Comune di Bari non spenderà nulla ", non solo perché non parte del giudizio ma perché condannato è lo Stato Italiano in quanto solo la confisca è stata ritenuta illegittima e non anche l'abbattimento.
Non è chiaro se tali affermazioni siano il risultato di una ignoranza della materia, di per sé già grave, o di una prospettazione della situazione volutamente distorta.
Non occorre essere esperti di diritto, come certamente lo sono il sindaco in carica e alcuni dei suoi collaboratori, per comprendere che se è illegittima la confisca conseguentemente è illegittimo l'abbattimento. Inoltre si sottace volutamente - sorge il sospetto che la sentenza nel testo integrale non sia stata letta - come la Corte europea abbia stigmatizzato il paradosso che il Comune di Bari benefici, divenendone proprietario, dei suoli confiscati e dichiari inequivocabilmente essere lo stesso Comune responsabile per aver concesso i permessi di costruire.
L'attuale amministrazione comunale, infine, sottace ai cittadini baresi che in forza di una legge statale, lo Stato Italiano, nella presente fattispecie, ha diritto di rivalsa nei confronti del Comune di Bari.
Nel febbraio del 2008, infatti, sotto il governo dell'Ulivo, oggi PD, del quale il sindaco in carica è la massima espressione a livello regionale, venne approvata ed emanata la Legge n.34 del 25 febbraio 2008, pubblicata sul supp. Ordinario n.54 della Gazzetta Ufficiale 6 marzo n.56 avente il seguente oggetto " disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee ".
All'art. 6 - modifiche alla legge 4 febbraio 2005, n.11 -, detta legge prevede l'inserimento dell'art. 16 bis - ( Diritto di rivalsa dell Stato nei confronti delle regioni o altri enti pubblici responsabili di violazioni di diritto comunitario ) -.
Orbene, non solo con detto articolo si prevede che i soggetti sono tenuti " a dare pronta esecuzione agli obblighi derivanti dalle sentenze rese dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee..", ma al comma 4 è stabilito, in modo inequivocabile, che " Lo Stato ha diritto di rivalersi sui soggetti responsabili delle violazioni di cui al comma 1 degli oneri finanziari derivanti dalle sentenze di condanna rese dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee ".
Chi allora pagherà alla fine il risarcimento, ancora da definire sotto l'aspetto materiale, per la vicenda Punta Perotti?
Enzo Monterisi

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