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giovedì 9 settembre 2010
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La nostra ultima Rassegna Stampa:
"Così è affondato il sedicente capo" di Marcello Veneziani (Il Giornale, 07/09/10)

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"La secessione comunale" di Roberto Telesforo (Corriere del Mezzogiorno)
Referendum autonomista di Carbonara-Ceglie-Loseto da una parte e Palese-S. Spirito dall’altra. Nel primo caso favorevoli poco più della metà dei partecipanti (18,03%) e quindi circa il 9% degli aventi diritto al voto. Nel secondo il 78,2% dei votanti (28,06%) e quindi circa il 22% degli aventi diritto. Scarso entusiasmo, quindi, per l’ipotesi. Addirittura circa l’82% in un caso e circa il 72% nell’altro sono del tutto indifferenti al problema.

Chi chiede l’autonomia lamenta però il disinteresse della AC per aree urbane abitate da cittadini che non hanno mai accettato per intero il loro divenire quartieri del capoluogo pugliese.

L’Amministrazione Comunale, nel frattempo, intende sostituire alle Circoscrizioni (organi solo consultivi) i Municipi (organi di responsabilità). Lo farà, eventualmente, chi subentrerà dopo le elezioni di giugno.

La auspicabile istituzione della Città Metropolitana, infine, aprirebbe (art. 20 della 142/90) la strada alla “istituzione di nuovi comuni per scorporo da aree di intensa urbanizzazione” ma questo “in rapporto al loro grado di autonomia, di organizzazione e di funzionalità”.

Un bel pasticcio che impone alcune considerazioni prima di attuare qualsiasi rivolgimento amministrativo.

La Città Metropolitana nasce per mettere insieme i comuni capoluogo con “altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta integrazione in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali” (art. 17 della 142/90). .Quindi non già i trentuno comuni disomogenei del Piano Strategico 2015 ma i quindici/venti comuni più strettamente legati a Bari. Del resto il PS 2015 non ha costituito inizio del processo di formazione della CM in quanto non vi sono state delibere comunali di adesione al formare una unica amministrazione sovraordinata e perciò non è stato avviato alcun processo di messa a punto dell’indispensabile statuto che regoli materie delegate, risorse, mobilità del personale e quant’altro necessario.

Istituita la CM diverrebbe possibile lo scorporo di aree del capoluogo dando loro la dignità di Comuni autonomi. Ma questo dopo aver stabilito quali funzioni la Cm debba gestire in modo unitario e perciò lasciando loro solo le funzioni residue e cioè quelle “di prossimità”. Si tratterebbe di una applicazione del principio di sussidiarietà.

Tirando le fila del discorso. Per un verso occorre unirsi al più presto nella CM per essere più forti e più competitivi. Per altro verso occorre conseguentemente ridisegnare l’azione amministrativa interna per renderla più efficace e più aderente alle esigenze dei cittadini.

Perché non muoversi in questa direzione?

telesforo.ba@libero.it

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