Il Centro-destra italiano avrebbe tutto l’interesse a garantire in perpetuo a Michele Santoro ed alla sua “Annozero”, non soltanto una “prima serata” a settimana sulla RAI, ma anche tutte le prime serate di tutte le settimane. E dovrebbe anche assicurarsi che nessuno tocchi, oltre alle faziosità spudorate intervallate da autentici comizi del conduttore, i ghigni agghiaccianti del torquemada Travaglio, il tardo-brigatismo delle vignette di Vauro ed i servizi pre-pilotati dall’esterno di Ruotolo e Formigli, per non parlare delle sgangherate gags di Sabina Guzzanti che da anni sono sempre le stesse e comunque non hanno fatto mai ridere nessuno. A “Michele chi” ed alla sua compagnia di giro, l’Italia intera deve- per esempio- il copo di grazia a Prodi e compagni, che peraltro già non se la passavano troppo bene anche prima che il super-inquisito De Magistris e le sue intercettazioni illegali a strascico irrompessero sugli schermi di Stato, per non parlare del tracollo definitivo del mito di una Magistratura rappresentata come lacerata in inqualificabili guerre tra bande in funzione di copertura di questo o quel losco compromesso. Più recentemente le devastanti trasmissioni sul PD sono state uno straordinario esempio di ingratitudine da parte di un tale che senza la sponsorizzazione del vecchio PCI scriverebbe al massimo, e male, su qualche giornaletto di paese del profondo Salernitano, e sarebbe comunque scomparso nel nulla, come il coprofago Luttazzi, dopo il noto “editto bulgaro” di Berlusconi, che in realtà altri non era che una fotografia fedele di un autentico scandalo premeditato e continuato dell’informazione comunista di regime, che era doveroso eliminare fin d’allora da un “servizio pubblico” pagato da tutti gli Italiani. A ciò si aggiunga che il taglio della trasmissione in sé, il suo carico straripante ed ossessivo di faziosità e di livore, la sue mistificazioni sistematiche in funzione dell’affermazione sempre e comunque di una tesi smaccatamente di parte, e ciononostante la sua evidente intoccabilità, sono al tempo stesso una raffigurazione tale dell’ideologia e della collocazione politica che l’ispirano da allontanarne per sempre chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale e di autonoma capacità di giudizio, e la prova provata del contrario di quanto in essa normalmente si sostiene, e cioè che il solo, vero strapotere che opprime l’Italia è ancora quello di una sinistra sconfessata dalla storia ed anche dalla stragrande maggioranza del Popolo italiano. Berlusconi deve la sua forza anche alla velenosità con cui i suoi avversari lo attaccano, di cui il santor-travaglismo, una sorta di alleanza nazi-maoista, è l’espressione più estrema e più ributtante. Ciò detto, la vergogna infinita della trasmissione sul terremoto, un’autentica pugnalata alla schiena nei confronti di chi in quelle ore profondeva ogni sforzo per salvare ancora vite umane e per garantire un minimo di conforto ai sopravvissuti, in un miracolo di solidarietà e di efficienza ammirato in tutto il mondo e riconosciuto presso che unanimemente dagli interessati, con l’orrore iniziale della solita requisitoria contro tutto e contro tutti e quello finale delle solite vignette irridenti perfino sui morti, non può e non deve restare impunita. Giustamente Enzo Carra, del PD, dopo questa infamia, si è rallegrato che Santoro non andasse in televisione ai tempi del terrorismo, di cui sarebbe stato il più insidioso dei fiancheggiatori, ed il Vice-Presidente PD della Commissione Vigilanza RAI Merlo ha ricordato che dalle regole deontologiche elementari per un conduttore RAI Santoro non risulta essere esentato. Quel che è intollerabile è che taluni intoccabili possano disporre a piacimento della televisione di Stato per scaricare i loro livori di parte contro chiunque non li aggradi, senza che costui abbia nemmeno la possibilità di difendersi e senza alcun riguardo, oltre che per la verità, per valori e diritti vitali come quelli che sono in gioco a L’Aquila e dintorni. Di fronte a tali autentiche aggressioni squadristiche nel segno della diffamazione e della diffusione di notizie false e tendenziose, forse è il caso di chiamare davvero in soccorso talune antiche prassi “bulgare”, quale una maggioranza schiacciante che ce ne liberi finalmente una volta per tutte.
Tommaso Francavilla |