C’è da dire che è abbastanza agghiacciante e desolante leggere e incrociare le “dichiarazioni” non di soggetti diversi o di soggetti appartenenti a schieramenti politici differenti, ma la stessa persona in contesti differenti, dando dimostrazione sia di scarsa congruenza che di scarsa informazione.
C’è materia sufficiente per essere abbastanza preoccupati di quello che potrà essere lo scenario della Regione Puglia in caso di vittoria del centrosinistra il prossimo 3 e 4 aprile.
La preoccupazione nasce da due fronti.
Il primo fronte è quello – oramai evidente a tutti – che il candidato di Rifondazione Comunista, Nichi Vendola, non ha competenze specifiche, non si occupa di “tecnica” o di “ragionerismi” (come lui stesso sostiene, quindi non è una nostra deduzione o affermazione), Vendola si occupa e preoccupa di parlare al cuore e allo stomaco….. Vendola usa un linguaggio poetico e quasi aulico che sicuramente ben comprendono i soliti “comunisti all’acqua di rose”, quelli laureandi o laureati, quelli che filosofeggiano, quelli che il “proletariato” lo conoscono solo per averne letto sui sacri testi del socialismo e del comunismo. In buona sostanza Vendola “parla” ma non si preoccupa degli aspetti “tecnici”, che lascia ad altri.
Il secondo fronte di preoccupazione è proprio nelle parole e nelle affermazioni di coloro i quali stanno curando gli aspetti tecnici del programma di centrosinistra, ovvero – ad esempio – Francesco Boccia.
Qualche giorno fa presentando le “5 priorità di Nichi Vendola”, Francesco Boccia ha dichiarato che il centrosinistra, una volta vinte le regionali in Puglia abolirà il ticket :
“L' abolizione dei ticket sanità - ha rilevato l' assessore dell' economia di Bari, Francesco Boccia - si avrà con la rimodulazione dell' IRAP o di quella che sarà l' imposta sostitutiva……”
L’IRAP è la famosa “odiosa tassa” che proprio il centrosinistra di Prodi e Bersani aveva introdotto (in sostituzione di svariate altre tasse) e che il centrodestra di Berlusconi, Tremonti e Marzano ha finora inutilmente cercato di abolire.
L’IRAP viene considerata “odiosa” come tassa, in quanto colpisce direttamente le aziende che assumono o le aziende che hanno un elevato numero di dipendenti, come se fosse un tassa sulla “occupazione” più che sul reddito lordo effettivamente prodotto.
Continuando quindi le “strategie economiche” del centrosinistra, Boccia afferma che abolirà il ticket sanitario, ma che per farlo agirà sull’IRAP, lasciando qui immaginare ed ipotizzare che verranno penalizzate in Puglia proprio quelle imprese che assumono e che aumentano l’occupazione (come dire, esattamente il contrario di ciò che invece si impegna a fare Raffaele Fitto e il centrodestra pugliese).
Per contro, ovvero andando assolutamente in controtendenza con quanto appena sopra esposto, Francesco Boccia (evidentemente a nome di tutto il centrosinistra e di Vendola) si esibisce in una serie di dichiarazioni sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” di sabato 26 marzo 2005 che dimostrano sia incongruenza con gli altri enunciati che una serie di informazioni errate o quantomeno non aggiornate.
Boccia parla della Lombardia e fa un elogio di Formigoni, di questo elogio i liberali ed il centrodestra della Lombardia non possono che essergli grati e riconoscenti, ma – visto che la discussione è per le regionali della Puglia – forse il Prof. Francesco Boccia necessita di qualche informazione aggiornata sul lavoro e sulle imprese in Lombardia.
“Come possiamo parlare di Puglia aggressiva sui mercati internazionali se non sappiamo nemmeno se, come e soprattutto cosa far partire, ad esempio, verso la Cina o la Germania? ……..E mentre assistevamo all'ennesima passerella di Berlusconi e Fitto tra nuove promesse alle imprese pugliesi e un'altra «preinaugurazione» dell'aeroporto, la Cofra di Barletta delocalizzava le proprie attività in Cina e qualcuno in Germania decideva sulle nostre teste il futuro industriale della Osram di Bari. Decidere il ridimensionamento di uno stabilimento solo per il costo del lavoro (a favore della Cina o della Corea) è una sconfitta della Politica e delle istituzioni. Perché le stesse strategie molti gruppi multinazionali non le applicano agli stabilimenti lombardi? La risposta, nonostante il costo del lavoro, è banale: Formigoni ha investito su politiche industriali moderne favorendo le riconversioni. “
Prima questione.
Boccia sostiene che è una sconfitta della politica e delle istituzioni se uno stabilimento ridimensiona a causa del costo del lavoro : osservazione interessante, peccato però che “faccia a pugni” con l’intenzione di intervenire sull’IRAP per togliere i ticket, così agendo la nuova politica di sviluppo industriale nella Puglia del centrosinistra abortirà prima ancora di nascere. Perché una impresa dovrebbe investire in Puglia dove la aspetta una “tassa sulla manodopera” come l’IRAP ?
Seconda questione.
Boccia sostiene che la Cofra di Barletta delocalizza le proprie attività in Cina. Forse il Prof. Boccia dispone di maggiori informazioni di noi, sta di fatto che se una impresa attiva delle proprie unità produttive in altri Paesi allora “delocalizza” (come alcune imprese del tessile che hanno chiuso in Italia ed hanno aperto in Romania, Bulgaria, Albania) se invece – come pare di capire – una azienda decide semplicemente di non produrre più ma di acquistare manufatti già prodotti da altri, ha semplicemente analizzato le alternative del “make or buy”, scegliendo per il “buy”. Se le cose stanno così non si può parlare di “azienda che delocalizza”, ma di azienda che decide di trasformarsi in una “trading company”, che può vendere di tutto, lasciando qualsiasi onere produttivo ad altri, scelta che si rileverà nel tempo sbagliata, in quanto – entro cinque anni – saranno direttamente gli investitori esteri ad aprire in Italia, facendo “chiudere” definitivamente aziende come la Cofra e altre, e ciò anche solo in virtù delle vendite sempre più spinte via web che non avranno bisogno né di “reti commerciali” né di uffici commerciali (ma solo – guarda, guarda…. – di LOGISTICA…..). Cofra (come tante altre aziende) ha deciso di salvare in primo luogo i profitti dell’azienda e dei suoi soci, ed in secondo luogo di salvare un centinaio di posti di lavoro sacrificandone oltre duecento, ma non sembra stia “delocalizzando”.
Terza questione.
Nonostante l’elogio a Formigoni (del quale come già detto siamo grati a Boccia), bisogna dire che le informazioni sono abbastanza errate, ed è un tentativo inutile, quello di Boccia, di Vendola e di tutto il centrosinistra pugliese, di mettere in cattiva luce l’operato del centrodestra pugliese e di Raffaele Fitto in particolare.
Senza essere molto informato (evidentemente) Boccia parla della Osram e del fatto che molte multinazionali in Lombardia continuano ad investire e non riducono il personale……
Ma di cosa sta parlando Francesco Boccia ?
E’ il caso che lo stesso si aggiorni, forse è lontano dalla Lombardia da un po’ troppo tempo e – per contro – non è da abbastanza tempo in Puglia.
Sembra inutile e dannoso, durante una campagna elettorale per le Regionali Puglia, parlare della Lombardia, senza che ci sia nessuno pronto a controbattere.
Per riportare un po’ di sano “equilibrio” nella discussione pugliese, mi sembra molto opportuno precisare allora cosa sta accadendo in Lombardia, e cito solo alcuni casi più recenti :
a. ALCATEL : nel settore telecomunicazioni nella sola Brianza si sono persi 11.000 posti di lavoro negli ultimi tre anni; nel 2004 la ALCATEL ha chiudo lo stabilimento di Concorezzo licenziando 254 addetti, a giorni è prevista l’esternalizzazione di alcune attività dello stabilimento di Vimercate che determinerà la perdita di 180 posti di lavoro; sempre in ALCATEL i sindacati denunciano che è addirittura dal 2001 che non vengono assunti nuovi ricercatori b. CELESTICA : multinazionale specializzata nella componentistica elettronica (microchip) negli ultimi tre anni ha licenziato almeno 300 dipendenti, negli ultimi due anni ha spostato interi reparti produttivi delocalizzando (in questo caso è giusto) nella Repubblica Ceca. I pochi operai ancora presenti nello stabilimento di Vimercate sono quasi tutti assunti con contratti a tempo determinato, tramite Agenzie Interinali, anche di solo una settimana di lavoro c. IBM : sta spostando il proprio “centro di calcolo” dalla sede di Vimercate a Brno, nella Repubblica Ceca, con temuti immediati contraccolpi per i circa 400 addetti che lavorano proprio a Vimercate
Insomma, Boccia e il centrosinistra di cosa stanno parlando ?
Con quali strumenti vogliono attrarre investimenti ? Aumentando l’IRAP ?
Come vogliono “opporsi” alle decisioni delle multinazionali ? citando la Lombardia ?
Poiché gia immagino che la risposta di Boccia, Vendola e del centronistra tutto sarà – unanimemente – che la colpa (in Italia) è del Governo di Centrodestra, mi corre l’obbligo di citare un ultimissima informazione, così forse capiranno meglio che aria tira (attenzione tutte le notizie sono reperite o a mezzo stampa o addirittura tramite comunicati stampa delle Aziende interessate, quindi è tutto certo e documentato, e non campato in aria come le loro affermazioni !!!)
“IBM ha annunciato che chiuderà i siti di Schweinfur dove lavorano 330 persone e quello di Hannover con 250 lavoratori per la struttura di IBM Business Service, funzioni che saranno trasferite a Brno e in Cina, mettendo ben 580 posti di lavoro in bilico. Stessa situazione che accadrà per il sito della Svezia, con altrettanti esuberi.”
In sostanza oltre mille addetti, in nazioni dove non c’è né Fitto, né Berlusconi, né il centrodestra…. Anzi, mi pare di ricordare che in Germania ci sia al governo un certo Schroeder e il centrosinistra (“rosso-verde”, peraltro).
E cosa vogliono fare Boccia, Vendola e il centrosinistra una volta al governo della Regione Puglia ? Aumentare l’IRAP ? Così è sicuro che si freneranno gli investimenti e la nuova occupazione ! Questa è la formula magica di Vendola ?
Ho parlato di aziende delle telecomunicazioni e dei semiconduttori, mercato leggermente in frenata in Occidente, ma che sicuramente va “fortissimo” in Cina, India, Taiwan eccetera.
Nello scenario dell’elettronica forse solo la ST Microelectronics di Agrate va avanti, ma – come ben sanno anche tutti i sindacati e tutti i lavoratori – la STM di Agrate è quella maggiormente caratterizzata da :
a. turni “massacranti” b. retribuzioni al disotto della media del mercato delle altre aziende del settore c. utilizzo sfrenato dei contratti atipici (week-end job; summer job; interinali, eccetera)
La situazione è così in generale, in tutta Italia, in tutta Europa, in tutti i settori, in particolar modo nei settori “maturi”, ma ormai – e come appena dimostrato – anche nei settori dell’Hi Tech.
In conclusione, Vendola può continuare a parlare allo stomaco e al cuore della gente, ma se Boccia parla alla testa delle persone e degli imprenditori, sarà veramente il caso che si chiarisca un po’ le idee !! Beppe Rositani |